

18. Il commercio triangolare e la tratta degli schiavi.

Da: W. Reinhard, L'espansione europea. La conquista del Nuovo
Mondo americano e dell'Antico Mondo asiatico, in Storia d'Europa,
4, L'Et moderna. Secoli sedicesimo-diciottesimo, Einaudi, Torino,
1995.

In questo brano lo storico tedesco Wolfgang Reinhard analizza i
caratteri di quel particolare commercio, definito commercio
triangolare, inventato dagli europei e instauratosi fra Europa,
Africa, Centro e Sudamerica nel secolo diciottesimo. Tale traffico
si basava sullo scambio, gestito dalle maggiori potenze economiche
del tempo, fra alcuni prodotti europei, gli schiavi africani e i
frutti delle piantagioni americane, come zucchero, tabacco e
caff, riportati con grandi profitti in Europa. Il commercio degli
schiavi, incentivato dalle esigenze dei proprietari terrieri
dell'America centrale e meridionale, raggiunse il culmine proprio
in questo secolo, che vide circa sei milioni di neri trasferiti
nelle piantagioni e nelle miniere del Brasile e delle Antille.
Tutti i pi importanti stati europei furono coinvolti in questo
sporco e disumano mercato, anche se la parte del leone venne
recitata dall'Inghilterra, che riusc a controllare quasi la met
dei traffici.


Accanto agli imperi mercantili asiatici, che nel periodo compreso
tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo di fatto non
modificarono il loro carattere, e all'America spagnola, in cui il
metallo prezioso ebbe il ruolo principale, l'Europa cre altri
Mondi Nuovi, che ben presto si orientarono assai meno secondo
strutture preesistenti e che risultarono molto pi artificiali.
L'America delle piantagioni, con i suoi punti pi importanti in
Brasile e nei Caraibi, si bas cos su di uno stretto rapporto
simbiotico con l'Africa destinato a raggiungere l'apice con il
cosiddetto commercio triangolare del diciottesimo secolo.

1. Ciclo dello zucchero e degli schiavi in Brasile.

La disponibilit di manodopera fu sempre un problema fondamentale
dell'economia coloniale del Nuovo Mondo in quanto la maggior parte
degli immigrati europei non era disponibile per i lavori agricoli
e nelle miniere. Gli Spagnoli ebbero successo con la manodopera
indiana dove le culture preispaniche avevano gi sperimentato
attivit analoghe, non per con i selvaggi delle isole e dei
bassopiani tropicali. Tuttavia, sin dall'inizio si deline la
possibilit di porvi rimedio ricorrendo alla deportazione di
schiavi africani presenti sin dal quindicesimo secolo sul mercato
europeo. La parte pi estesa dell'America non ispanica al pari di
alcune aree dell'Impero spagnolo divennero pertanto, solo grazie
al lavoro degli schiavi africani, fornitrici del mercato mondiale
e, soprattutto, coltivatrici di prodotti agricoli di alta qualit
nelle piantagioni, grandi aziende agrarie fortemente
capitalizzate, i cui modelli sono da ricercare nel Medioevo
mediterraneo.
Il Brasile deriv il suo nome da un rosso legno da tinta di
origine asiatica che, presente anche in questo paese, venne
esportato come prodotto del monopolio portoghese della corona.
Poich non era ancora possibile definire con esattezza la
longitudine geografica, il Portogallo pot conservare i suoi
diritti sul paese in forza del Trattato di Tordesillas [firmato
fra Spagna e Portogallo nel 1494]. Le iniziative francesi lungo
questa costa spinsero la corona portoghese, inizialmente con
scarso successo, a tentare di promuovere lo sviluppo ricorrendo
alle concessioni territoriali a soggetti privati, quindi, tra il
1548 e il 1551, fondando una colonia con capitale e diocesi a
Bahia. Sino alla fine del sedicesimo secolo, il Brasile rimase
all'ombra dell'impero mercantile delle Indie Orientali ma, al suo
tramonto, lo super per importanza grazie alla produzione
sviluppatasi nel frattempo dello zucchero di canna. A causa della
depauperazione del terreno dovuta a questo tipo di coltivazione
risult vantaggioso trasferirla dalle isole atlantiche al Brasile
dove c'era abbondanza di terre e un clima favorevole. Nel 1533
venne costruito il primo macinatoio per lo zucchero, nel 1629 ne
esistevano 350, nel 1700 superavano le 500 unit. Dopo il 1600 il
Brasile esportava gi oltre 8000 tonnellate di zucchero all'anno.
Questa produzione non fu possibile utilizzando come all'inizio gli
schiavi indiani ma solo quelli africani, che incominciarono ad
essere deportati a partire dal 1570 e che, verso il 1600,
raggiunsero le 10-15 000 unit all'anno. Inizialmente il monopolio
commerciale con l'Africa e pertanto anche degli schiavi africani
fu controllato dal Portogallo, gli schiavi deportati in Brasile
non provenivano per pi dalla Guinea e dal regno del Congo bens
dall'Angola dove Luanda, fondata nel 1575, ne divenne il
principale mercato. La simbiosi di zucchero e schiavi tra Brasile
e Angola divenne talmente stretta che quest'ultima si trasform in
subcolonia del primo.

2. Offensiva degli Olandesi.

Gli Olandesi commerciavano da tempo lo zucchero brasiliano quando,
nell'ambito della loro offensiva contro il ramo portoghese
dell'impero iberico, decisero di ottenere anche il controllo delle
regioni di produzione ricorrendo allo strumento della Conquista. A
questo scopo nel 1621 venne creata la Compagnia delle Indie
Occidentali secondo il modello di quella delle Indie Orientali,
dotata di un capitale iniziale di 7 milioni di fiorini. Essa punt
sulla guerra corsara contro gli Spagnoli (nel 1628 s'impadron
della flotta dell'argento) e sulla conquista del Brasile. Negli
anni tra il 1630 e il 1654 ci fu un Brasile olandese che ebbe come
punto chiave la regione dello zucchero di Pernambuco e che parve
diventare, per la sua tolleranza nei confronti di ebrei e indiani
e per gli interessi corografico-ambientali del suo governatore,
un'importante alternativa agli Imperi iberici. Come misura
d'appoggio, vennero poi conquistate le aree africane del traffico
degli schiavi: nel 1637 il porto principale di Elmina sulla Costa
d'Oro e nel 1641 quello di Luanda in Angola. Nel 1644 i Portoghesi
si ribellarono e, nel 1648, riconquistarono Luanda scacciando
tutti gli Olandesi dal paese fino al 1654. Nel 1674, la Compagnia
delle Indie Occidentali che nel 1664 aveva perduto la sua colonia
nordamericana Nuova Amsterdam passata all'Inghilterra - oggi, il
suo nome  New York - fece bancarotta trasformandosi in una
semplice societ commerciale dedita soprattutto al traffico degli
schiavi.

3. Ciclo dello zucchero e degli schiavi nei Caraibi.

Agli Olandesi rimasero le agenzie commerciali sulla Costa d'Oro e,
di conseguenza, una partecipazione al traffico degli schiavi.
Disponevano inoltre di professionalit, di capitali e di navi da
carico per il commercio dello zucchero. Divennero cos i pionieri
del ciclo dello zucchero caraibico.
Nel corso del sedicesimo secolo, in quest'area piuttosto
trascurata dai dominatori spagnoli, avevano gi scorrazzato
pirati, mercanti di schiavi, contrabbandieri francesi e inglesi,
mentre gli Olandesi si erano dedicati soprattutto all'esportazione
illegale del sale e del tabacco. La crescente richiesta europea di
tabacco offriva inoltre prospettive talmente interessanti che i
paesi dell'Europa nordoccidentale utilizzarono l'occasione del
conflitto europeo con gli Spagnoli per stabilirvisi
definitivamente. Nel 1623 gli Inglesi arrivarono a St Kitts, nel
1627 a Barbados e, nel 1655, occuparono la Giamaica. Nel 1635 i
Francesi occuparono l'isola di Guadalupe e la Martinica; nel 1697
ottennero Santo Domingo (Haiti occidentale), dove sottomisero una
colonia internazionale di pirati. Nel 1634 gli Olandesi
conquistarono Curaao e si attestarono lungo la costa della
Guiana. Soprattutto per, quando la produzione di tabacco entr in
crisi di sovrapproduzione, gli Olandesi insegnarono ai coloni
delle diverse nazionalit la coltivazione dello zucchero e
anticiparono i capitali necessari. Questa cosiddetta Rivoluzione
dello zucchero comport una trasformazione della comune azienda
colonica di piccole dimensioni adatta alla coltivazione del
tabacco, in piantagioni ad alta capitalizzazione. Nel 1645 a
Barbados esistevano 11 200 proprietari terrieri bianchi e 5680
schiavi africani e le propriet avevano una dimensione media di
circa quattro ettari. Nel 1667 i coloni bianchi erano circa 745
con 82 023 schiavi e la dimensione delle piantagioni era compresa
tra gli 80 e i 400 ettari. Nel diciottesimo secolo lo zucchero
divent un affare colossale dominato, grazie alla produzione delle
isole di Santo Domingo e della Giamaica, da due grandi potenze
come Inghilterra e Francia, anche se numerosi altri paesi europei
cercarono, cos come con il commercio delle Indie Orientali, di
partecipare all'affare. Nei conflitti internazionali ormai
connotati fortemente dalla rivalit commerciale tra Inghilterra e
Francia, il possesso dell'isola dello zucchero Guadalupe fu pi
importante del possesso dell'intero Canada.
In queste circostanze, il commercio di schiavi africani destinati
ad approvvigionare le piantagioni delle Indie Occidentali crebbe
parallelamente in modo impressionante. Anche in questo caso fu
l'Inghilterra, davanti a Francia, Portogallo e Olanda, a svolgere
il ruolo principale grazie alle numerose basi d'appoggio
distribuite lungo la costa della Guinea. Oggi si ritiene che negli
anni compresi tra il 1450 e il 1867, 11 600 000 africani siano
stati deportati in America e, di questi il 3,1 per cento entro il
1600, il 16 per cento nel diciassettesimo secolo, il 52,4 per
cento nel diciottesimo secolo e, infine, il 28,5 per cento nel
diciannovesimo secolo quando invece della Giamaica e di Santo
Domingo era il turno di Cuba, isola spagnola produttrice di
zucchero e, in Brasile, la coltivazione del caff si era
notevolmente incrementata. Il commercio degli schiavi del
diciottesimo secolo va attribuito per il 41,3 per cento agli
Inglesi, per il 29,3 per cento ai Portoghesi, per il 19,2 per
cento ai Francesi, per il 5,7 per cento agli Olandesi, per il 3,2
per cento ai Nordamericani e per il resto a mercanti d'altra
nazionalit come ad esempio ai Danesi. All'inizio si afferm una
triangolazione commerciale in senso orario fra i tre continenti:
prodotti tessili, ferramenta, armi da fuoco, acquavite,
dall'Europa verso l'Africa, schiavi dall'Africa verso l'America,
zucchero dall'America verso l'Europa anche se non sempre la stessa
nave percorreva i tre lati del triangolo. Soprattutto Liverpool e
Nantes, in quanto citt di mercanti di schiavi, ebbero un
considerevole sviluppo e la richiesta di merci destinate
all'Africa favor la crescita dell'industria tessile e meccanica.
Il West India interest costitu un notevole punto di forza della
politica britannica. Comunque Europa poteva significare
Portogallo e America Brasile, oppure la Nuova Inghilterra
assunse solo limitatamente il ruolo di Europa.
Solo la Spagna non fu coinvolta direttamente nel traffico degli
schiavi ma, sin dall'inizio, si affid a terzi per
l'approwigionamento delle sue colonie. Poich la richiesta di
schiavi era elevata, il rifornimento autorizzato dagli Spagnoli
delle loro colonie con schiavi africani, il cosiddetto asiento,
divenne una sorta di gara disputata tra le potenze mercantili
europee. Ma quando nel 1713, con la pace di Utrecht, l' asiento fu
sottratto ai Francesi dalla Gran Bretagna, non si tratt pi solo
di commercio di schiavi ma anche di un modo per rifornire con i
prodotti delle manifatture inglesi gli insaziabili mercati
dell'America latina.

4. Oro e diamanti in Brasile.

Nel frattempo il Brasile aveva ampiamente compensato la
contrazione della produzione zuccheriera dovuta alla concorrenza
dell'India occidentale, ridiventando un paese ricco dopo che, alla
fine del diciassettesimo secolo, sugli altopiani meridionali venne
scoperto l'oro che scaten la prima corsa all'oro della storia.
Nel corso del diciottesimo secolo si aggiunsero gli abbondanti
rinvenimenti di diamanti. Per il lavoro nelle miniere vennero
comperati schiavi negri; il denaro occorrente non mancava.
L'epicentro del paese si spost dalla regione zuccherifera del
Nord verso il Sud; Rio de Janeiro, porto dell'area mineraria,
sostitu come capoluogo Bahia. San Paolo si svilupp come centro
subfornitore e altrettanto accadde agli allevamenti del Nord
agricolo. Il Portogallo benefici di un alto livello di benessere
anche se, a causa della sua dipendenza dalle importazioni inglesi,
gran parte dell'oro brasiliano proseguiva per Londra, analogamente
a quanto era accaduto in passato con l'argento spagnolo destinato
ad Amsterdam. Il Brasile grazie alle spedizioni temerarie dei
cercatori d'oro, soprattutto dei Bandeirantes di San Paolo, si
ingrand enormemente raggiungendo le dimensioni territoriali
odierne. Quando, nel corso del diciannovesimo secolo termin il
periodo pi florido della ricerca dell'oro, il suo posto venne
preso dalla coltivazione del caff che, attecchito nel paese, era
diventato uno dei suoi prodotti di punta. Sotto questo aspetto il
Brasile continu a esser parte delle piantagioni americane.
